Breve storia dei Cappuccini

I Cappuccini ebbero le loro origini da un gruppo di francescani che nella regione Marche si separarono dagli altri per osservare la Regola di San Francesco in modo più conforme alle origini.  Un frate minore nel 1525, Matteo da Bascio fu la scintilla che generò la riforma religiosa dei cappuccini. Egli lasciò il suo convento di Montefalcone (nella diocesi di Fermo) e si recò a Roma dal Papa per ottenere dal Pontefice il permesso di vivere la Regola secondo il più stretto ideale francescano. Pochi mesi dopo seguono il suo esempio anche i due fratelli Ludovico e Raffaele Tenaglia di Fossombrone e tanti altri desiderosi di una vita più evangelica. Il 3 luglio 1528 a Viterbo la nuova riforma dei cappuccini fu riconosciuta ufficialmente dal Papa Clemente VII dei Medici. Dopo varie peripezie, infatti, i fuggiaschi trovarono accoglienza nel territorio di Camerino, dove, grazie all’interessamento della duchessa Caterina Cibo, nipote del Papa Clemente VII, ottennero la bolla “Religionis Zelus“. Questo documento segnò l’inizio ufficiale della riforma cappuccina. La riforma si diffuse rapidamente. Dopo cinquant’anni, solo in Italia, si contavano già 3500 religiosi in 18 provincie e 300 conventi. I tratti caratteristici dei cappuccini erano: la povertà estrema ed l’austerità, la solitudine contemplativa e la presenza in mezzo al popolo in ogni necessità particolarmente durante la peste, la predicazione popolare. A tale scopo furono chiamati i frati del popolo. Portavano un paio di sandali, vestivano una tunica con un cappuccio per coprirsi il capo in caso di tempo cattivo. Proprio da questo cappuccio deriva il nome dei frati cappuccini. Abitavano in case generalmente piccole poste né lontano né vicino alle città. Nella loro lunga storia, i cappuccini hanno fatto di tutto, in tutte le parti del mondo. Sono stati viaggiatori e missionari, diplomatici e condottieri, civilizzatori e fondatori di opere sociali, scrittori e artisti e musicisti, artigiani e perfino pompieri, cappellani militari e popolani, santi e fuoriusciti. I cappuccini da sempre hanno portato la barba. Si contano a decine i santi elevati agli onori degli altari, mentre centinaia sono ancora affidati al giudizio della Chiesa, tanto che nessuna congregazione ha tanti processi di canonizzazione in corso come l’ Ordine Cappuccino.

Pagine memorabili furono scritte anche nelle missioni: tanto in Africa che in Asia e nelle Americhe. La provincia religiosa dei cappuccini delle Marche conta un numero grandissimo di missionari che dalle origini dell’ordine si sono distinti per zelo e per attaccamento alle tradizioni pur in ambienti culturalmente diversi. Sono stati presenti in numero grande in tutti i continenti.

I missionari cappuccini sono quei frati che hanno generalmente la barba lunga e incolta, indossano il caratteristico saio marrone o grigio in terre calde, portano un ampio cappuccio alle spalle e un generoso cordone in cintola. Soprattutto sono persone dal cuore libero da tutto e da tutti per servire umilmente il Signore sino agli estremi confini della terra.